MemoRari

MemoRari

Dal gregoriano al klezmer lungo la route tzigane

Con

ZIGANOFF
Jazzmer band

ROSSANA CALDINI, violino
RENATO MORELLI, fisarmonica
MICHELE OMETTO, chitarra
HANNES PETERMAIR, sousaphone
CHRISTIAN STANCHINA, tromba, flicorno
FIORENZO ZENI, sax soprano, clarinetto

Gruppo vocale
LAURENCE K.J. FEININGER
GIULIA GABRIELLI
SALVATORE DE SALVO
ROBERTO GIANOTTI
MARCO GOZZI

CAROLINE MAYRHOFER
flauti dolci

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Memorari in latino significa “ricordarsi”. È anche un gioco di parole fra “memo” (appunti da ricordare) e “rari” ovvero preziosi e singolari. Infine il suo anagramma è “Marie rom”.
Il progetto MemoRari intende infatti recuperare le preziose sequenze mariane del codice trecentesco di Castel Tirolo, e dei Codici musicali trentini, proposte e “contrapposte” rispettivamente nella versione del gruppo vocale gregoriano Laurence Feininger, e nel repertorio rielaborato secondo gli stilemi klezmer-jazz-manouche dall’orchestra Ziganoff.
Il fil rouge in grado di legare due generi così diversi è rappresentato da una ideale e insolita route tzigane, che parte di fronte a Castel Tirolo (dal santuario Unsere liebe Frau im Walde a Senale, scelto dagli zingari di tutta Europa - fino alla metà del XX secolo - per il tradizionale appuntamento di ferragosto con la loro Madonna) e arriva a Saintes Maries de la mer, in Camargue (dove ogni anno viene festeggiata la “madonna nera”, santa Sara, protettrice di tutti gli zingari e i nomadi del mondo).
La festa per Sara la nera è indissolubilmente legata allo swing manouche e rappresenta da tempo un occasione privilegiata di esibizione per tutti i migliori specialisti europei di questo genere, legato alla figura di Django Reinhardt (che ha reso possibile l'unione fra la tradizione musicale zingara del ceppo manouches ed il primo jazz americano).


Il Missale trecentesco di Castel Tirolo
e i Codici musicali trentini

Castel Tirolo (Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano) conserva un rilevante codice liturgico, un Missale plenario del primo Trecento, assai prezioso ma finora piuttosto trascurato dalla ricerca, anche se testimone importantissimo della storia musicale e liturgica europea. Utilizzato nella cappella dei conti di Castel Tirolo per alcuni secoli, ci restituisce infatti tutte le melodie cantate nelle liturgie eucaristiche di Castel Tirolo nel medioevo.
Secondo l’uso liturgico delle diocesi di lingua tedesca il codice è assai ricco di sequenze (un genere di canto liturgico quasi abbandonato dopo il Concilio di Trento in ambito cattolico), dalle melodie sillabiche, semplici e molto utilizzate nella scuola dell’epoca per imparare il latino, il canto e la dottrina cristiana. Queste stesse sequenze si trovano nella più importante collezione di musica polifonica esistente al mondo: i sette codici musicali trentini del Quattrocento (Tr87-93), copiati per la maggior parte dal maestro della scuola capitolare del duomo di Trento Johannes Wiser.
Le semplici melodie liturgiche diventano così elaborate costruzioni polifoniche, in cui però è ancora riconoscibile il cantus prius factus gregoriano, talvolta lasciato intatto nella voce superiore, destinata ai bambini della scuola.
Melodie conosciute da tutti, variamente elaborate, che entrano anche nella cultura popolare attraverso varie contaminazioni: parodie, rielaborazioni, contrafacta, ecc.
Partendo da queste contaminazioni, il progetto MemoRari intende riprendere queste antiche e importanti melodie spirituali, segnatamente quelle mariane, proposte e “contrapposte” rispettivamente nella versione del gruppo vocale Feininger, e nel repertorio klezmer-jazz-manouche dell’orchestra Ziganoff.


La route tzigane, da Senale (Tirolo)
a Saintes Maries de la mer (Camargue)

Il santuario Unsere liebe Frau im Walde a Senale in alta Val di Non, è situato proprio di fronte a Castel Tirolo, sul confine naturale fra il mondo germanofono e quello latino. Forse proprio per questo, in epoca remota, Senale è stato scelto dagli zingari per il tradizionale appuntamento di ferragosto con la loro Madonna: una statua in legno (scolpita, si diceva, in Val Gardena), rappresentata con fattezze e vesti zingaresche. Venivano da tutta Europa, con le loro carovane, i violini, i vestiti sgargianti, gli ori, i falò. Il grande raduno, con intensi momenti di festa, costituiva un appuntamento religioso irrinunciabile, dove venivano celebrati matrimoni, prime comunioni e cresime. La tradizione è rimasta viva fino alla metà del XX secolo, quando è progressivamente scomparsa.
Diversa è stata la sorte di Saintes Maries de la mer, dove in una cripta è conservata la statua di Sara la nera, la santa protettrice di tutti gli zingari e i nomadi del mondo. Ogni anno, il 24 e 25 maggio, in questa cittadina della Camargue, si radunano Rom, Sinti, Gitanos e Manouches, provenienti da tutta Europa, armati di chitarre e violini per rendere omaggio a questa santa, che si narra arrivò con una piccola imbarcazione dalla Giudea nell’anno 40 d.C. Era la serva di Maria Salomè e Maria Giacobbe (la sua santità non è però mai stata riconosciuta dalla Chiesa di Roma).
Alternando momenti di profonda fede a momenti di grande festa musicale, il 24 maggio, la statua viene portata a spalla dagli zingari fino all’arenile, dove viene immersa per tre volte nel mare, per ottenere la benedizione. I festeggiamenti per Sara la nera sono scelti da tempo dai migliori specialisti europei del genere swing manouche, come momento privilegiato per le loro esibizioni e presentazioni.


DAL GREGORIANO AL KLEZMER LUNGO LA ROUTE TZIGANE

Un inedito incrocio fra sacro e profano, fra melodie liturgiche medioevali e la tradizione klezmer-jazz-manouche; una sorta di viaggio religioso-popolare attraverso le antiche melodie spirituali dedicate alla Madonna.
Un’originale contaminazione fra sequenze gregoriane in latino provenienti dal Missale trecentesco di Castel Tirolo, lo swing-manouche eseguito ogni anno in Camargue per la “madonna nera” (santa Sara, protettrice di tutti gli zingari e i nomadi del mondo) e gli stilemi dei Klezmorin (suonatori ebrei itineranti attraverso territori e lingue dell’impero austro-ungarico, al quale Trento e Bolzano hanno fatto parte fino al 1918).
Un incontro singolare fra il progetto musicale jazzmer di Ziganoff e quello gregoriano e polifonico del gruppo vocale Laurence Feininger che riescono a fondersi in un’unica proposta musicale-culturale ricca di suggestioni e di emozioni. Due progetti in partenza molto diversi fra loro, che dopo un’introduzione distante “su binari paralleli” riescono progressivamente ad avvicinarsi lasciando emergere inaspettate corrispondenze fino alla fusione finale su un antico sostrato comune di archetipi musicali.
Un intrigante fil rouge in grado di legare in crescendo il canto spirituale gregoriano di Castel Tirolo e quello polifonico dei codici trentini con i repertori musicali popolari di quelle comunità dell’Europa centro-orientale che – assieme al Trentino – facevano parte un tempo della stessa area culturale.
Uno stimolante viaggio musicale nel tempo e nella storia, che arricchisce la riflessione sulla complessità delle nostre radici.

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Gruppo vocale

LAURENCE K.J. FEININGER

Giulia Gabrielli
Salvatore De Salvo
Roberto Gianotti
Marco Gozzi

Il Gruppo vocale Laurence Feininger è nato nell’anno giubilare 2000 per valorizzare e far conoscere al pubblico l’immenso e trascurato repertorio sacro conservato nella celebre Biblioteca Musicale Laurence Feininger, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, una delle maggiori biblioteche di musica liturgica esistenti al mondo.
In occasione della mostra Jubilate Deo: miniature e melodie gregoriane, articolata in sezioni monografiche, il Gruppo vocale Laurence Feininger ha curato i punti di ascolto in postazioni multimediali, offrendo ai visitatori la possibilità di ascoltare i canti della tradizione cristiana e di seguire la musica cantata direttamente dai libri esposti nelle sale, con un ascolto guidato.
Nel 2000 il gruppo ha anche prodotto e realizzato un CD dedicato alle diverse forme di canto cristiano liturgico presenti nella Biblioteca Feininger. Altri due CD, prodotti per conto del Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale RAPHAEL (Rhythmic And Proportional Hidden or Actual ELements in Plainchant) finanziato dal Ministero, hanno visto la luce nel 2005 e nel 2008 e raccolgono esempi di canto fratto italiano. Ha collaborato inoltre al CD Anàbasi – Voci di silenzio sottile per il progetto Sentieri di pace. Svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero con concerti ad Arezzo, Brescia, Caltagirone, Castelsardo, Catania, Lecce, Lucca, Milano, Modica, Pieve di Cadore, Prato, Terni, Trento, Venezia, Vicenza, Ballabio e Varenna per Lecco Music Festival.
Nel maggio 2006 ha svolto una fortunata tournée in Francia, con numerosi concerti nelle chiese romaniche della Borgogna e a Paray-le-Monyal, oltre a seminari sul canto gregoriano. L’attività didattica del gruppo si espleta anche attraverso il Seminario internazionale “Zelus domus tuae” che si svolge annualmente in onore di Laurence Feininger, all’interno del Festival internazionale Trento Musicantica, dal 2008.
Il guppo ha ottenuto nel 2001 la menzione d’onore della giuria al Concorso Polifonico internazionale di Arezzo e nel 2005 e 2006 ha ricevuto il secondo premio (primo non assegnato) nello stesso concorso per la sezione Canto gregoriano e due premi speciali della giuria.
Dal 2004 collabora con il gruppo Destràni Taraf di Trento, con il quale propone in concerto e in disco (recente è l’uscita dal CD Arcaica - alle radici del canto spirituale) l’inedito connubio fra canto gregoriano e musica Klezmer.
Dal 2005 il gruppo collabora anche con Roberto Gini per la riproposizione di musiche monteverdiane (Vespri e Messe) con la ricostruzione di effettive liturgie in lingua latina; gli eventi, svoltosi in due edizione del Festival Internazionale del Val di Noto - Magie Barocche, hanno visto anche la realizzazione di un DVD dal vivo e l’incisione di un CD per la casa discografica Dynamic “Vesperae de Confessore”, è di imminente uscita una nuova versione discografica dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi con le antifone e il proprium della Messa di santa Barbara in canto piano.
Le novità ritmiche, melodiche e interpretative del canto liturgico tardo e periferico proposte dal gruppo dopo attento studio dei libri liturgici manoscritti e a stampa sono assolutamente inedite nel panorama delle incisioni e dei concerti dedicati al canto gregoriano e svelano un volto sinora nascosto del tesoro musicale della tradizione cattolica.

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