La Treblinka di Grossman

La Treblinka di Vasilij Grossman
Uno spettacolo per raccontare con le parole di Grossman e la musica klezmer
gli orrori della Shoah e dell'Holodomor (olocausto ucraino)

a cura di: Renato Morelli

voce recitante: Denis Fontanari

con la collaborazione di: Riccardo Bellandi

musica: Ziganoff Jazzmer band - TTT klezmer band

produzione  Aria Teatro in collaborazione con Cortili di Pace

  • 22 gennaio, ore 10:00 - Levico Terme, Teatro Caproni (musica TTT)
  • 23 gennaio, ore 18:00 - Rovereto, Sala Caritro. In collaborazione con ANPI (musica TTT)
  • 24 gennaio, ore 21:00 Pergine Valsugana, Teatro Don Bosco (musica ZIGANOFF)
  • 25 gennaio, ore 18:00 - Trento, Palazzo Geremia (musica TTT)
  • 27 gennaio, ore 20:00 -  Revò, Auditorium scuole medie (musica TTT)


Uno studio sui testi dello straordinario scrittore e reporter di guerra Vasilij Grossman ha portato ad individuare brani da "L’inferno di Treblinka", "Tutto scorre" e "Vita e destino" (il suo capolavoro, considerato il "Guerra e pace” del ‘900) per raccontare il pensiero di Grossman sulla più terribile fabbrica della morte nazista di Treblinka, sulll'Holodomor (olocausto ucraino), le sue riflessioni sul male e sulla storia russa.
Lo spettacolo - a cura di renato Morelli - in memoria della Shoah e e dell'Holodomor, proporrà letture realizzate da Denis Fontanari, attore della compagnia professionale Aria Teatro, alternate con la musica klezmer della Ziganoff jazzmer band e della TTT klezmer band.

Vasilij Grossman

Vasilij Semënovic Grossman nasce il 12 dicembre 1905 a Berdicev (Ucraina) dove vive la più grande comunità ebraica dell'Europa dell'Est. Inizia ben presto a scrivere opere realistiche sulla vita dei minatori e nel 1933 si trasferisce definitivamente nella capitale dove conosce Gorkij. Grazie al celebre scrittore, pubblica nel ’34 il racconto Glückauf, ambientato nelle miniere del Donbass. L’opera più importante di questi anni è Stepan Kolcugin, un romanzo sulla formazione di un giovane operaio bolscevico. Grossman è uno scrittore "ortodosso”, membro dell'Unione degli Scrittori e degno di sicura popolarità.

Nel giugno 1941, allo scoppio della "Grande guerra nazionale”, è inviato al fronte come corrispondente di guerra per Krasnaja zvezda (Stella rossa), il giornale dell'Armata Rossa. Grossman è quindi testimone diretto delle disastrose disfatte dei primi anni, della strenua resistenza a Stalingrado e del contrattacco sovietico. Seguendo l'avanzata dell'Armata Rossa fino a Berlino, è uno dei primi a rendersi conto della tragedia dell'Olocausto. Celebre è il suo racconto "L'inferno di Treblinka", la prima cronaca dei fatti avvenuti in un campo di sterminio nazista. Finita la guerra collabora con Ilya Ehrenburg alla stesura de "Il libro Nero", una dettagliata ricostruzione del genocidio della popolazione ebraica nei territori sovietici occupati. Attraverso tali esperienze, fra cui la scoperta dell'omicidio della madre da parte dei nazisti, Grossman prende coscienza della propria identità ebraica.

Dopo la guerra, di fronte all'antisemitismo propugnato da Stalin e dall'intellighentia sovietica Grossman inizia a riflettere su quegli ideali rivoluzionari ai quali aveva sinceramente creduto. È l'inizio di una crisi irreparabile che lo porterà a essere uno scrittore libero e coraggioso, instancabile nella descrizione del vero.
Risoluto nel proprio lavoro, Grossman comincia la stesura di una colossale opera con cui intende dipingere l'epopea di Stalingrado attraverso le vicende di una famiglia durante la guerra. La prima parte, intitolata "Per una giusta causa", esce a puntate nel 1952 sulla rivista Novij Mir. Il libro subisce pesanti critiche per "gravi errori ideologici” e viene pubblicato solo dopo la morte di Stalin. È allora che Grossman inizia a scrivere la seconda parte: "Vita e destino".

La stesura del romanzo lo occupa incessantemente dal 1955 al 1960 e il dattiloscritto viene consegnato alla rivista Znamja. Ma il contenuto del libro è troppo pericoloso. Il direttore Kozevnikov, più per paura che per volontà di delazione, avvisa il Comitato Centrale.

Il 14 febbraio 1961 due agenti del KGB entrano in casa Grossman. Portano via tutto: fogli manoscritti, copie dattiloscritte, carta carbone e addirittura i nastri della macchina da scrivere. Di Vita e destino non deve rimanere traccia.

Grossman passa gli ultimi tre anni della sua vita provato fisicamente e moralmente dalla perdita del proprio romanzo, soffocato da una difficile situazione economica e isolato nei rapporti che lo avevano accompagnato per tutta la vita. Conclude Tutto scorre, breve romanzo sul ritorno dal gulag, che aveva iniziato a metà degli anni Cinquanta, ma non riesce a pubblicarlo. Tra il 1962 e il 1963 soggiorna più volte in Armenia: il resoconto di questi viaggi confluisce in alcuni brevi racconti che costituiscono il suo testamento letterario.


Muore di cancro a Mosca il 14 settembre 1964.


Denis Fontanari
Attore, si diploma in recitazione alla "Scuola di Teatro di Venezia Giovanni Poli" presso il Teatro a l'Avogaria, Ha fondato la compagnia teatrale ariaTeatroed è direttore artistico del festival di contaminazione delle arti visive Scirocco. In teatro è diretto da R. Bellandi in "Unam Sanctam” di M. Todero, "Vita di Galileo” di B. Brecht, "Ritratto di un pianeta” di F. Durrenmatt e "Otello” di W. Shakespeare, N. Benussi in "Ora Veglia, il silenzio e la neve”, da M. Artuso in "Mirijana” di M. Todero, da M. Corradini in "V.I.O.L.A.” e "La Garibaldina” di G. B. Sicheri, da M. Alotto in "Tre, a proposito di Nathan e dei tre anelli”, "Memobus”, "Fortezze di pietra” e "Confine”, da G. Amato in "Otello”. Cinema: è diretto da M.Steinke in "La magnifica coppa”, da A. Porporati in "Faccia d'angelo” e da Pietro Reggiani in "Non scomparire”. Lirica: è diretto da C.Benedetti ne "La serva padrona”. Di recente ha inoltre recitato in "D'un pianto di stelle”accompagnato dai The Bastard Sons of Dioniso.

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